Exhibition Stand

Andrea Baglini, Michele Grazzini, Valerio Lo Porto, Giacomo Massoni

Category: University Project

Year: 2015

Richiesta della committenza: stand espositivo per azienda di ceramiche di lusso che riesca a rappresentare l' italianità del prodotto.

“Lo spazio fisico tridimensionale è il più sicuro riferimento che resta gli esseri umani per comprendere e indirizzare la loro esistenza.

Come potrebbero ricordare e raccontare senza riferirsi allo spazio fisico che avvolge le loro azioni e i loro pensieri? Per questo sono certo che non si potrà mai fare a meno dell’architettura.

Passerà l’insopportabile clamore e forse per un po’ sarà il silenzio:

poi si ricomincerà a progettare.”

 

GDC

It's the laboratory the place where we work and study. Here, observing and reflecting, we do practice. It's the storehouse in which collect the imprinted signs along the way.

La prospettiva è un’invenzione italiana

 

La sua nascita viene universalmente fatta risalire al periodo Rinascimentale. Il Rinascimento stesso, con lo straordinario rifiorire delle humanae litterae, è del resto il frutto dell’estro creativo degli umanisti del Belpaese.

Ma anche il più abile disegnatore, pur rispettando scrupolosamente le tecniche prospettiche codificate dal Brunelleschi e dall’Alberti

(e successivamente da moltissimi altri artisti), ben poco effetto potrà raggiungere se non avrà tracciato sul foglio un adeguato numero di “fughe”.

È qui che nasce la nostra idea, da un semplice gioco di parole: ci siamo domandati se fosse proprio un caso che il termine fuga contrassegnasse lo sfuggire convergente delle linee in una costruzione prospettica e al tempo stesso lo spazio di giunzione fra una mattonella e l’altra. Quel che è certo è che nella stragrande maggioranza delle rappresentazioni, l’effetto di fuga prospettica è fortemente amplificato dalla disposizione di rivestimenti piastrellati e, appunto, dalle loro fughe.

AT+MG+GM_Exhibition Stand

Città Ideale, Autore sconosciuto, 1480-90

Prospettiva-contro-prospettiva.

 

Vedere “in prospettiva” è per l’uomo un fenomeno inerente il modo in cui percepisce uno spazio. Pertanto anche una rappresentazione non puramente prospettica, ma che voglia giocare con la percezione delle distanze sul fruitore di un ambiente, come una sorta di trompe-l’oeil, è e deve essere un dispositivo prospettico. In gergo si parla di spazio accelerato o, al contrario, di contro-prospettiva. Questa variazione nella percezione della profondità spaziale è evidentemente ottenuta a discapito della forma dello spazio; questo dovrà essere conformato a tronco di piramide con il vertice (virtuale) situato sull’allineamento del punto di emissione visivo dell’osservatore.

Lo spazio assume così quasi una connotazione

materica: può essere infatti “plasmato” contraendolo o allungandolo a piacimento. Un espediente impiegato dai più grandi architetti del passato e, talvolta, anche dai contemporanei; facendo un uso appropriato delle fughe l’occhio potrà ricostruire realtà immaginifiche.

AT+MG+GM_Exhibition Stand

Medaglioni rinascimentali

 

La mattonella è allora scelta come decoro simbolico per l’impianto espositivo così configurato; la formella quadrata andrà a rivestire non solo gli ambienti interni (bagni, cucine, sale) in mostra, ma sarà impiegata nel fronte di ingresso e correrà a coronamento dell’intero spazio interno con un chiaro rimando ai medaglioni rinascimentali.

Un omaggio ai maestri indiscussi come Brunelleschi e a Leon Battista Alberti.

L’invenzione ha però senso solo come re-invenzione.

Se è vero che “nulla nasce dal nulla” come diceva Quatremere de Quincy, è anche vero che ci sono principi che è bene sempre mantenere: uno di questi è la sperimentazione. La riproposizione del decoro rinascimentale, per non scadere in sterili e miopi motivi manieristi, è motivata dall’utilizzo di materiali e tecnologie innovative. L’ottone fiammato serigrafato offre la possibilità di rendere sottilissima la lastra decorata e di richiamare, con le tonalità ocra e nere, il brand della casa produttrice.

AT+MG+GM_Exhibition Stand

Tempietto del Santo Sepolcro, Leon Battista Alberti, 1467

Tracciati proporzionali

 

Il classico ricerca e garantisce la certezza della bellezza nelle proporzioni. L’ipotesi del bello è definita da Tommaso d’Aquino che, parlando della “debita proportio”, si riferisce ad una proporzione ‘dovuta’ al mondo nel quale si sviluppa: determina un’idea dell’armonia, che non è necessariamente bella ma deve essere senza dubbio proporzionata. Lo stesso concetto che Luca Pacioli e Leonardo intitoleranno “de divina proportione”: esiste un’armonia perfetta, quasi un patto sociale che consente di accettare la bellezza come concetto condiviso.

 

Nel disegno dello stand espositivo si è scelto di seguire la stessa forma mentis; l’accettazione di un modulo-base e di elementi geometrici essenziali come il cerchio e il quadrato, trovano il criterio ordinatore nella proporzione aurea. Un tratteggio di ideali e sottilissime linee, invisibili ma allo stesso tempo ben percepibili, tiene unito l’organismo complessivo ricercando le giuste proporzioni della singola parte e della parte con il tutto. La mattonella, dal basamento al coronamento, ne è il principio generatore.

 

AT+MG+GM_Exhibition Stand
AT+MG+GM_Exhibition Stand
AT+MG+GM_Exhibition Stand
AT+MG+GM_Exhibition Stand
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“Lei è all’orizzonte. [...] Mi avvicino di due passi, lei si allontana di due passi.

Cammino per dieci passi e l’orizzonte si sposta di dieci passi più in là.

Per quanto io cammini, non la raggiungerò mai.

A cosa serve l’utopia?

Serve proprio a questo: a camminare. ”

 

Eduardo Galeano

Verso la quarta dimensione

 

Il passaggio compiuto dall’arte rinascimentale con l’introduzione delle leggi prospettiche, coincide con l’acquisizione della terza dimensione rispetto alla iconologia medievale, tipicamente bidimensionale.

Il passaggio ulteriore che vogliamo aggiungere, consiste nell’introduzione della ‘quarta dimensione’, il tempo, che può rendersi manifesto attraverso il movimento dell’opera.

Caricandosi della componente temporale, l’opera perderà la staticità tipica della coincidenza unitaria di tempo e luogo, acquisendo così il vigore di una esposizione dinamica.

L’intervento, nella semplicità funzionale di uno spazio espositivo, ambisce a dilatare lo spazio, allontanare i confini, guardare le cose da un diverso punto di vista.

Spostare, cioè, l’orizzonte percettivo.

AT+MG+GM_Exhibition Stand

©imprintedsigns / July 2015

©imprintedsigns 2015-17